Educazione civica

Cara redazione, vivo in un condominiogiungla: musica ad alto volume durante il giorno e la notte, panni stesi ad asciugare nel lato principale dello stabile, macchine parcheggiate nella rampa di accesso ai garage, motorini lasciati nell’androne del palazzo dove, all’interno, è un parcheggio di passeggini e altro.
Pensare che quando ho comprato l’appartamento ero felice per la gradevolezza dello stabile e per il fatto che c’era un regolamento che vietava tutto questo, ma negli anni il degrado ha vinto sul rispetto. Come si può far ragionare queste persone?

R.

Una volta nelle scuole veniva insegnata una materia considerata ignorantemente secondaria: educazione civica. Era invece un insegnamento basilare per un adolescente a cui venivano impartite le linee guida della nostra normativa costituzionale e civile. In essa trovava genesi il rispetto delle regole scritte (norme o leggi), ma anche non scritte. Soltanto di recente l’amministratore del “condominio Italia” (il Parlamento e il Governo) stanno parlando di reintrodurla come materia nelle scuole secondarie. Nel suo caso comunque, ogni aspetto che ha scritto viola sicuramente il regolamento condominiale di cui va fiera e, l’amministratore, ha l’obbligo (“deve” dice la legge), di farlo rispettare. Per come “far ragionare” i suoi vicini il compito è arduo, in quanto l’educazione civica in parte si può apprendere studiando, ma in parte è insita nel nostro bagaglio personale, o c’è o non c’è. Intanto stimoli l’amministratore a fare ciò che gli compete.

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