L’associazione per la Proprietà Immobiliare

L’associazione per la Proprietà Immobiliare

Confabitare: una nuova Associazione per la proprietà immobiliare.

Confabitare è nata a Bologna nel Novembre 2009 quale associazione a tutela della proprietà immobiliare. L’associazione guidata da Alberto Zanni, con l’incarico di Presidente Nazionale, vuole non solo offrire una serie di servizi ai propri associati, legati alla gestione della proprietà immobiliare, garantendo un’assistenza in materia legale, tecnica, tributaria, amministrativa, contrattuale, sindacale ed, in generale, in ogni ambito ove risulti coinvolto il diritto di proprietà immobiliare, ma vuole soprattutto essere il riferimento e l’interlocutore principale nei confronti delle Autorità e delle Istituzioni, per discutere di tutte le problematiche legate al mondo della casa e dell’abitare.

Fra gli impegni più importanti c’è quello di confrontarsi non solo a livello locale, su temi come il piano del traffico, l’inquinamento, le barriere architettoniche, la pressione fiscale sugli immobili oltre ad affrontare il tema del degrado e dell’immigrazione, fattori che comunque incidono pesantemente sia sul valore degli immobili che sulla loro qualità abitativa, per intervenire anche mediante azioni mirate alla tutela del territorio e del contesto urbano. Per potere operare nel modo più ampio possibile CONFABITARE ha scelto anche la collaborazione e la sottoscrizione di protocolli di intesa con associazioni che hanno le stesse finalità, partecipando ad accordi che riguardano i temi connessi alla proprietà immobiliare, e a negoziazioni in cui sottoscrivere intese utili a garantire e migliorare il diritto dei propri associati. Presso tutte le sedi sono attive numerose consulenze che possono aiutare gli iscritti a risolvere tutte le problematiche legate all’abitare, sia in casa che in condominio; è quindi un’assistenza all’associato a 360°, che offre sostegno in qualunque ambito a chi sia titolare di un diritto di proprietà su un bene immobile.

Inoltre fra i compiti dell’associazione c’è anche quello di agire presso gli organi di governo, sia quelli nazionali che quelli locali, affinché siano promulgate norme e leggi a tutela della proprietà, e di operare affinché l’opinione pubblica sia sensibilizzata sui temi connessi al diritto di proprietà immobiliare, anche mediante interventi mirati di informazione.

In tempi brevi l’associazione si è estesa su tutto il territorio nazionale con le sue 80 sedi e con 51315 iscritti ed è presente in 19 regioni su 20 e si è integrata in maniera sempre più stabile nelle diverse realtà territoriali, creando una rete di legami e collaborazioni con altre entità anche avvalendosi dell’appoggio di altre organizzazioni già capillarmente presenti sul territorio nazionale.

Negli ultimi anni Confabitare ha assunto un ruolo sempre più da protagonista nel contesto sociale e politico delle tantissime realtà locali in cui è presente, organizzando convegni, seminari e iniziative pubbliche che spesso hanno avuto ampia eco sui media, e che hanno riscosso ovunque notevole partecipazione ed interesse sia per i temi trattati sia per l’autorevolezza dei relatori; inoltre siamo stati presenti a numerose manifestazioni fieristiche di grande prestigio e richiamo. Per la nostra attività di Associazione abbiamo ottenuto un grande riconoscimento: il 14 settembre 2016 Confabitare è stata riconosciuta dal MIT – Ministero Infrastrutture e Trasporti –quale associazioni maggiormente rappresentative della proprietà immobiliare a livello nazionale ed è quindi stata convocata al tavolo di confronto con tutte le associazioni per il rinnovo della convenzione nazionale che stabilisce i criteri generali per definire gli accordi in sede locale per i contratti a canone concordato. Quindi a seguire Confabitare con le sue sedi provinciali ha potuto partecipare al rinnovo degli accordi territoriali in tutti quei Comuni d’Italia che hanno convocato le associazioni per i nuovi accordi.

Sul fronte politico, registriamo con soddisfazione che alcuni temi per i quali da sempre ci battiamo in prima linea, come la lotta alle occupazioni abusive e la riforma della legittima difesa a maggior tutela delle vittime, hanno trovato riscontri positivi nell’azione del nuovo governo. Sulle occupazioni di immobili, in particolare, il giro di vite voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, con tolleranza zero nei confronti di chi infrange le regole ed una maggior velocità nell’esecuzione degli sgomberi, ha il nostro totale appoggio. Inoltre l’iscrizione al Registro dei portatori di interessi presso la Camera dei Deputati ottenuta nel novembre 2018 ci consentirà di portare avanti le nostre proposte al Governo e di confrontarci con le varie Commissioni sulle problematiche abitative continuando quindi a svolgere nel modo migliore la funzione di portavoce della categoria che rappresentiamo.

Verso il decennale con orgoglio.
Editoriale: Alberto Zanni.
Fine ottobre, tempo di primi bilanci di una stagione che nel nostro Paese ha visto grandi sconvolgimenti politici con l’insediamento del governo formato dalla strana coppia Lega – 5 Stelle e in campo economico flebili segnali di una ripresa che non autorizza certo facili ottimismi. Per Confabitare, in attesa della convention nazionale del 30 novembre, il 2018 si chiude con un bilancio positivo.

Abbiamo appena festeggiato il nono compleanno e in questo arco di tempo siamo riusciti a costruire, con l’impegno e la professionalità di tanti, una realtà associativa riconosciuta in tutt’Italia, come un punto di riferimento per i proprietari immobiliari e per la tutela dei loro diritti.

I numeri certificano una costante crescita di Confabitare in termini di radicamento, di visibilità, di autorevolezza. Ottanta sedi provinciali e 51mila iscritti sono lì a testimoniare una presenza capillare in tutto il territorio nazionale e a sancire un primato indiscusso come numero di associati. C’è da essere soddisfatti, cari lettori. Ma non basta. Negli ultimi anni Confabitare ha assunto un ruolo sempre più da protagonista nel contesto sociale e politico delle tante realtà locali in cui è presente, organizzando convegni, seminari e iniziative pubbliche. Fra i tanti incontri promossi, particolare successo hanno avuto quelli sullo “Stalking condominiale” a Palermo, sulla “rigenerazione urbana” poche settimane fa a Pescara, sui canoni concordati ad Arezzo, Ravenna, Cuneo e Andria, sull’andamento del mercato immobiliare a San Lazzaro di Savena (Bologna). Ne abbiamo citati alcuni ma l’elenco è lungo e in ogni caso le iniziative di Confabitare hanno riscosso ovunque notevole partecipazione e interesse sia per i temi trattati sia per l’autorevolezza dei relatori.

C’è un altro aspetto della nostra attività pubblica che ci piace sottolineare: la partecipazione a manifestazioni fieristiche di grande prestigio e richiamo. Ne citiamo due per tutte: ExpoCasa, mostra mercato dell’edilizia e dell’arredamento che si è svolta in marzo a Bastia Umbra in provincia di Perugia, e il SAIE, il Salone internazionale dell’edilizia, che ha tenuto banco alla fiera di Bologna dal 17 al 20 ottobre con lo stand di Confabitare e Confamministrare.

Sul fronte politico registriamo con soddisfazione che alcuni temi per i quali da sempre ci battiamo in prima linea, come la lotta alle occupazioni abusive e la riforma della legittima difesa a maggior tutela delle vittime, hanno trovato riscontri positivi nell’azione del nuovo governo giallo verde. Sulle occupazioni di immobili, in particolare, il giro di vite voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con tolleranza zero nei confronti di chi infrange le regole e una maggior velocità nell’esecuzione degli sgomberi, ha il nostro totale appoggio.

Un appoggio che abbiamo manifestato esplicitamente al vice premier con una lettera aperta, pubblicata anche su vari giornali nazionali. Per quanto riguarda la legittima difesa il disegno di legge è finalmente approdato in aula al Senato il 23 ottobre. Il testo base, che unifica le varie proposte presentate in Commissione a Palazzo Madama, allarga sì le maglie della legittima difesa, ma mantiene, salvo cambiamenti in fase di discussione del testo, il principio della proporzionalità rispetto all’offesa subita, così come l’eventuale procedimento penale a carico della vittima che “osa” difendersi. Se le cose stanno così, si tratta di un compromesso al ribasso che non ci convince affatto. Per Confabitare, lo ribadiamo, la difesa deve sempre essere considerata legittima, senza se e senza ma.

Verso il congresso nazionale.
In quest’anno di grazia 2019, in cui Confabitare festeggia il suo decennale, si celebra infatti il Congresso nazionale della nostra Associazione. Un appuntamento che vedrà riuniti il 22 giugno, presso l’Hotel Savoia Regency di Bologna, i vertici nazionali, regionali, e i presidenti delle 80 sedi provinciali, in rappresentanza degli oltre 50.000 iscritti.

Il Congresso nazionale non sarà un’autocelebrazione dei sacrifici fatti e dei successi ottenuti; sarà piuttosto l’occasione giusta per guardare al futuro, per lanciare nuove sfide, per potenziare ancor più una macchina organizzativa che ha già dimostrato negli anni di funzionare egregiamente, per mettere in campo nuove energie e nuove idee. Nel corso dell’assise bolognese si rinnoveranno tutte le cariche dirigenziali – nazionali e regionali-, ma soprattutto si darà spazio alla definizione delle linee programmatiche, delle idee- guida che dovranno segnare il cammino di Confabitare nei prossimi anni. E ciascuno dei presenti porterà il suo prezioso contributo: dal confronto delle varie esperienze locali scaturirà un dibattito che ci auguriamo foriero di proposte e iniziative finalizzate all’ulteriore crescita di Confabitare.

Peccheremo di ottimismo, ma di una cosa siamo certi: il congresso che ci apprestiamo a celebrare darà nuova linfa, nuovo entusiasmo a tutti noi che abbiamo a cuore i destini di questa associazione e dei tantissimi proprietari che in tutt‘Italia vedono in noi un punto di riferimento credibile ed efficace a tutela dei loro interessi e dei loro diritti. In questi primi mesi dell’anno, con l’avvicinarsi della scadenza congressuale Confabitare ha promosso decine di convegni su tematiche di vario genere, in linea con quella filosofia “movimentista” che si è rivelata una delle chiavi vincenti per farci conoscere ed apprezzare da settori sempre più vasti di opinione pubblica. Abbiamo parlato di legittima difesa, di sicurezza nelle abitazioni, di fisco, di infrastrutture e mercato immobiliare, di affitti brevi e nuove forme di ospitalità turistica,di cedolare secca per i negozi, tanto per citare solo alcuni dei temi al centro dei nostri incontri.

L’abbiamo già scritto nel recente passato e lo ribadiamo ora: Confabitare oggi è radicamento, autorevolezza, visibilità. Questo ci ha consentito tra le altre cose di stringere importanti accordi con altre associazioni che operano in campo immobiliare e di attirare l’attenzione di numerose aziende interessate a mettere a disposizione dei nostri associati i loro servizi. Insomma, Confabitare gode ottima salute e il Congresso sancirà, ne siamo sicuri, un ulteriore salto di qualità per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Il lockdown non ha fermato Confabitare. Autunno 2021: per noi di Confabitare questo è soprattutto tempo di bilanci: un altro anno di lavoro che ci ha visti protagonisti e vincenti in alcune battaglie cruciali a difesa dei proprietari immobiliari. Due in particolare i successi di cui andiamo fieri: lo sblocco, sia pur parziale, degli sfratti e la cancellazione dell’imu per tutto il 2021 a favore dei proprietari che avevano subito il blocco dell’esecuzione degli sfratti.

Il blocco degli sfratti è stato parzialmente rimosso grazie ad un emendamento approvato dal Senato ai primi di maggio su proposta del Governo Draghi. Il provvedimento sanciva uno stop definitivo alla giostra delle proroghe care all’esecutivo Conte e introduceva il metodo della gradualità nelle esecuzioni degli sfratti come Confabitare aveva sempre auspicato e richiesto per evitare il rischio di tensioni sociali. Nel dettaglio la normativa dava il via libera dal 1° luglio 2021 all’esecuzione di tutti gli sfratti antecedenti l’inizio della pandemia, mentre prorogava al 30 settembre gli sfratti convalidati tra marzo e settembre 2020 e al 31 dicembre quelli adottati tra l’1 ottobre 2020 e il 30 giugno di quest’anno. Come dire,pacchia finita per i tanti furbetti che avevano approfittato della situazione straordinaria causata dalla pandemia e ripristino del diritto inalienabile dei proprietari di rientrare in possesso dei loro appartamenti.

In buona sostanza il Governo Draghi ha accolto pienamente le nostre proposte che prevedevano una distinzione netta tra morosità pre-Covid e morosità successive, così come un chiaro discrimine tra morosità incolpevoli e volontarie (da tutelare le prime da punire le altre). Alla luce di tutto ciò, come già sottolineammo subito, Confabitare non può che esprimere soddisfazione per un provvedimento che recepisce le istanze che abbiamo avanzato per mesi, lavorando su proposte realistiche e di buon senso, incontrando a più riprese forze politiche e rappresentanti istituzionali, criticando quando ci pareva giusto farlo. Alle sparate demagogiche di talune associazioni di proprietari, abbiamo preferito la via della concretezza e della serietà. E il risultato finale ci ha premiato, a dimostrazione che impegno e coerenza, spesso e volentieri, pagano.Qualcuno ha obbiettato: non si poteva fare di più? Può darsi. Ma occorre essere realisti. In tempi di emergenza sociale era assurdo chiedere la luna e lo sblocco degli sfratti, sia pur parziale, ha rappresentato un primo, significativo passo verso la soluzione del problema. Quindi bene così.

L’altra questione che ci ha visto protagonisti di una lunga battaglia alla fine coronata da successo è stata quella relativa alla cancellazione dell’imu per il 2021 ai proprietari vittime del blocco delle esecuzione degli sfratti. A partire dal settembre 2020 il nostro Centro Studi si è messo al lavoro sul tema elaborando una serie di documenti e di proposte da portare all’attenzione di forze politiche e rappresentanti istituzionali. Proposte che nei mesi seguenti sono stati al centro di una fitta rete di incontri con Parlamentari della maggioranza, che hanno finito con il recepire le nostre istanze e sposarne la causa. Morale della favola:la via del dialogo con le istituzioni si è mostrata vincente e la cancellazione totale dell’imu per l’anno in corso è diventata realtà per tanti proprietari immobiliari penalizzati dalla sospensione degli sfratti.

Ma il 2021 di Confabitare non si è certo esaurito con le vittoriose battaglie sul fronte sfratti. A livello organizzativo, abbiamo proseguito l’operazione di radicamento territoriale con l’apertura di 6 nuove sedi provinciali: Bergamo, Cremona, Cosenza, Catanzaro, Brindisi e Salerno. Per gli associati poi abbiamo attivato due nuovi servizi. Il primo è lo Sportello di consulenza assicurativa, che fornisce informazioni utili sulle varie polizze e propone ai soci condizioni spesso più vantaggiose rispetto alle polizze in essere. L’altro riguarda la consulenza in materia di energia, luce e gas, di particolare importanza in vista della liberalizzazione totale del mercato energetico a partire dal 2022.

Per Confabitare un 2022 ricco di successi

Tempo d’autunno: la natura ci regala squarci suggestivi, colori fantastici, un’atmosfera ovattata di dolce malinconia. Ma la realtà, sotto gli occhi di tutti, è ben altra. Il Belpaese attraversa uno dei momenti più bui della sua storia: la guerra nel cuore dell’Europa, la crisi energetica, il caro-bollette e l’inflazione galoppante hanno creato “una tempesta perfetta” che rischia di mettere in ginocchio gran parte del sistema produttivo nazionale. Il nuovo Governo, espressione della coalizione di centro destra che ha vinto nettamente le elezioni, si è appena insediato e non ha certo la bacchetta magica per risolvere in tempi brevi una miriade di problemi maledettamente complessi. Ma l’attendiamo con fiducia alla prova dei fatti, sperando che le ricette anticrisi diano da subito un po’ di ossigeno a famiglie e imprese in difficoltà.

Come associazione di proprietari immobiliari radicata in tutt’Italia e forte di oltre 50.000 iscritti, Confabitare ha inviato a Giorgia Meloni e al nuovo esecutivo una lettera in cui si chiede un impegno concreto e risposte efficaci su alcuni temi che riteniamo di vitale importanza per il nostro Paese e che ci vedono da sempre in prima linea: sicurezza, occupazioni, tasse sulla casa, infrastrutture. In materia sicurezza nessuna città ormai è esente da fenomeni di microcriminalità, che poi “micro” non è per nulla. Le cronache registrano quotidianamente rapine, furti e aggressioni con un’inquietante impennata delle violenze di natura sessuale. Nelle metropoli, ma non solo, ci sono zone da anni tristemente note come centri di spaccio, risse e malaffare dove spadroneggiano bande di pusher e baby gang che terrorizzano i residenti. A fronte di ciò crediamo che alcune misure siano urgenti e necessarie: potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, più controlli e prevenzione, incremento dei sistemi di sorveglianza, certezza della pena per chi delinque.

Sul tema delle occupazioni abusive Confabitare ha una linea di assoluta fermezza. Linea non sempre condivisa dalle istituzioni che talvolta hanno mostrato troppa indulgenza verso quei gruppuscoli che hanno fatto delle occupazioni una sorta di professione, strumentalizzando a fini politici le esigenze reali di famiglie in difficoltà. In una società civile- lo ribadiamo con forza- le regole vanno rispettate e chi le infrange va punito, il che significa tolleranza zero per gli occupanti e sgombero immediato degli immobili.

Altro tema per noi prioritario è quello della tassazione sulla casa. I proprietari immobiliari sono arcistufi di essere considerati dallo Stato una sorta di bancomat cui attingere a piene mani quando si ha bisogno di risorse, come è accaduto troppo spesso nell’ultimo decennio. Il carico fiscale pesa a mo’ di macigno sulle spalle di molti italiani specie in un momento drammatico come quello attuale. Chiediamo quindi al nuovo governo che si adoperi per una riduzione delle imposte sugli immobili, a partire dall’abbassamento delle aliquote Imu e dall’abolizione dei balzelli che gravano su successioni e donazioni. Ultima questione che ci preme porre sotto i riflettori è quella delle infrastrutture. Confabitare è ben conscia che si tratti di un tema essenziale per il futuro del nostro Paese e guarda con favore ai progetti che vanno in questa direzione. A una condizione però: che le opere strutturali che si andranno a realizzare siano davvero essenziali e non comportino un
peggioramento dei livelli di inquinamento ambientale e un crollo verticale del valore degli immobili situati nelle vicinanze dei cantieri.

Avviandoci verso la conclusione dell’anno non possiamo, cari associati, non tracciare un rapido bilancio dell’attività svolta da Confabitare in questo 2022. L’elenco sarebbe troppo lungo, per cui citeremo solo alcune iniziative che hanno avuto particolare successo e ampia risonanza mediatica. Tra queste, l’apertura di 4 nuove sedi in città importanti come Padova, Catania, Genova e Reggio Emilia, a conferma della nostra vitalità e di un radicamento sempre più capillare. Delle tante battaglie condotte vittoriosamente, due ci rendono particolarmente orgogliosi. La prima riguarda l’esenzione Imu per i coniugi che risiedono in due abitazioni diverse. La sentenza di metà ottobre della Corte Costituzionale, equiparando le coppie sposate a quelle di fatto, le uniche finora a godere dell’esenzione, azzera l’imposta per i coniugi che vivono in case diverse. La sentenza apre ora la strada alle istanze di rimborso dei contribuenti nei comuni, vedi ad esempio Bologna, che non hanno sospeso l’invio delle cartelle in attesa del pronunciamento della Consulta. Uno stop che Confabitare aveva richiesto a gran voce per porre fine ad una palese discriminazione nei confronti di migliaia di nuclei famigliari. Ora che giustizia è stata fatta, possiamo cantar vittoria. La Consulta ci ha dato ragione su tutta la linea cancellando un’imposta iniqua e vessatoria.

Un’altra vicenda a lieto fine che val la pena evidenziare è quella di un anziano bolognese Emo Gruppioni, da 15 anni costretto a vivere chiuso tra le mura domestiche a causa di una grave disabilità. Il suo sogno era un ascensore, abbastanza spazioso da poter contenere la sua inseparabile carrozzina, per scendere in giardino a respirare finalmente il profumo della libertà.
Ma quell’ascensore pareva un miraggio: troppe beghe condominiali e ostacoli burocratici. Nel 2021 la svolta. Quando la figlia dell’anziano ci ha messo al corrente della vicenda, Confabitare si è subito attivata e non ha più mollato la presa. Dopo il nostro intervento, il caso è finito su giornali e tv nazionali, si sono scomodati politici e cantanti, sono scese in campo istituzioni e aziende in una gara di solidarietà che alla fine è risultata vincente. Nel maggio scorso Emo ha inaugurato l’ascensore ed è sceso nel cortile condominiale tra gli applausi di una piccola folla. Noi eravamo lì, accanto a lui, fieri di aver vinto insieme una battaglia lunga e difficile, a dimostrazione che qualsiasi barriera, architettonica o sociale, può essere abbattuta se lo si vuole davvero.

Per concludere, cari associati, vi diamo appuntamento al 2 dicembre per la Convention nazionale che si terrà a Bologna nella consueta cornice dell’Hotel Savoia Regency. Al centro del meeting la “Riqualificazione delle periferie tra architettura e socialità”, vi aspettiamo numerosi!

Confabitare
Il Presidente

 

 

 

2023 un anno di battaglie a difesa dei proprietari

Tempo d’autunno, tempo di bilanci. Il 2023 tra breve andrà in soffitta e per noi di Confabitare è arrivato il momento di riannodare il nastro di un anno di lavoro intenso che ci ha visto protagonisti su molti fronti a difesa dei proprietari immobiliari.

Tra i temi cui abbiamo dedicato più attenzione e impegno, c’è certamente quello della direttiva UE sulle case green, approvata nel marzo scorso in sede europea.

Il testo iniziale prevede sostanzialmente che entro il 2030 tutti gli edifici residenziali non in regola con i dettami UE vengano ristrutturati in modo da ridurre le emissioni di CO2 ed essere quindi eco- compatibili.

Un’operazione gigantesca che in Italia coinvolgerà un milione di immobili e di proprietari, costretti a pagare cifre considerevoli per adeguare i consumi energetici delle proprie case ai parametri fissati dall’Europa.

La posizione di Confabitare a riguardo è netta: siamo favorevoli alla conversione ecologica, sia pur con altre modalità e tempistiche, ma guai a far sì che si tramuti in un’ulteriore pesantissimo balzello per i proprietari.

Questa è e sarà la nostra battaglia nei prossimi mesi e anni.

Nel corso del 2023 a questo tema abbiamo dedicato numerosi convegni con esperti del settore e incontri con euro- parlamentari di vari partiti, cui abbiamo presentato proposte e suggerimenti che hanno spesso trovato terreno fertile. E alla transizione ecologica degli immobili dedicheremo anche la nostra Convention Nazionale che si terrà l’1dicembre all’hotel Savoia Regency di Bologna. Il titolo è emblematico: “dalla direttiva UE sulle case green alle comunità energetiche: quale futuro per l’Italia?”.

Un atro tema che ci ha visto in prima linea a difesa delle legittime istanze dei proprietari è quello degli affitti brevi o turistici. Qui occorre essere molto chiari: nessuno nega che il proliferare di questo tipo di locazioni negli ultimi anni imponga una regolamentazione del settore, ma questa non può in alcun modo diventare un limite alla libertà dei proprietari di disporre come vogliono dei lori appartamenti. E’ una questione di principio su cui Confabitare non intende cedere di un passo. Proprio sulla tematica degli affitti brevi abbiamo incontrato, in giugno a Roma, il Ministro del Turismo Daniela Santanchè cui abbiamo rappresentato la preoccupazione di tanti proprietari che hanno investito sulle locazioni turistiche per la stretta fiscale annunciata dal Governo. E in effetti nella bozza della Legge di Bilancio approvata a fine ottobre dall’esecutivo è previsto l’aumento della cedolare secca dal 21 al 26%.

Una misura che ovviamente ci trova contrari, ma sulla quale non facciamo drammi. Confidiamo infatti che nel corso nell’iter parlamentare la norma possa essere rivista o, meglio ancora cancellata. Le voci in questo senso non mancano e noi faremo la nostra parte nell’incalzare Governo e Parlamento.

Un altro fronte caldo ci ha visto più che mail “sul pezzo” nel corso del 2023: parliamo delle occupazioni abusive. Si tratta di una piaga sociale che Confabitare combatte da sempre senza se e senza ma. Negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto dimensioni ancora più inquietanti, specie nelle grandi città. Ogni giorno le cronache ci raccontano di proprietari che vedono la loro abitazione occupata da furbetti e disonesti di ogni sorta. Gente che infrange bellamente norme giuridiche e regole del viver civile e che, nonostante tutto, gode troppo spesso di un’incredibile impunità. Di fronte a una situazione francamente intollerabile che crea allarme nelle fasce più deboli della popolazione, noi di Confabitare riteniamo che occorra dare un segnale netto di svolta nella lotta alle occupazioni e per il ripristino della legalità. E’ per questo che, dopo un lungo minuzioso lavoro dei nostri esperti, abbiamo presentato al ministro della Giustizia Nordio il testo di una mini riforma dei Codici penale e di procedura penale al fine di aumentare l’efficacia delle norme punitive per chi occupa abusivamente una casa altrui. La nostra proposta si sostanzia in tre emendamenti relativi al reato di violazione di domicilio e prevede un inasprimento delle pene per chi compie tale reato.

In conclusione, ci piace sottolineare un’iniziativa che abbiamo realizzato per sostenere le famiglie dell’Emilia Romagna colpite dalla terrificante alluvione del maggio scorso, in particolare quelle che hanno avuto l’abitazione gravemente danneggiata. Il progetto, che ha avuto il benestare del Commissario Figliuolo e del presidente della Regione Bonaccini, è già partito e con riscontri decisamente positivi. In pratica Confabitare mette a disposizione un pull di tecnici per redigere, come richiesto, la relazione con la stima dei danni subiti e presentare il progetto di ricostruzione dell’immobile. Il tutto senza costi anticipati, come invece avviene comunemente. I soldi infatti verranno richiesti solo dopo che i proprietari avranno ottenuto dalle istituzioni i rimborsi dovuti. Un piccolo aiuto, ma crediamo ne valesse la pena.