Decreto Rilancio

Decreto Rilancio

Ill.mo Signor Presidente
On. Claudio Borghi
V Commissione Bilancio
Camera dei Deputati
Via mail

Prot.n. 43/AZ/gb

Oggetto: Decreto Rilancio –Disegno di Legge C. 2500 Governo conversione del DL 34/2020 – Memoria –

Ill.mo Signor Presidente,

Le scrivo nella mia qualità di Presidente Nazionale dell’Associazione CONFABITARE – Associazione Proprietari Immobiliari – nata a Bologna nel novembre 2009, quale Organizzazione rappresentativa a tutela dei proprietari che, in pochi anni, si è estesa su tutto il territorio nazionale, con oltre 80 sedi e con più di 51.000 iscritti. Riconosciuta dal MIT tra le associazioni maggiormente rappresentative della proprietà immobiliare a livello nazionale, e grazie all’iscrizione al Registro dei portatori di interessi presso la Camera dei Deputati, ottenuta nel novembre 2018, abbiamo deciso – soprattutto in questo difficile momento – di farci portavoce con il Governo e le Istituzioni pubbliche delle istanze della proprietà immobiliare, con lo scopo di collaborare al miglioramento delle norme di riferimento.

In un contesto complesso e difficile come quello venutosi a creare con l’emergenza Covid-19, non possiamo non rilevare come il settore immobiliare, che esce da oltre dieci anni di grave crisi, ne subirà conseguenze pesanti ed imprevedibili. CONFABITARE è seriamente preoccupata di quella che potrà essere la ricaduta su tutto il comparto delle locazioni, soprattutto nei prossimi mesi e ciò sia per quelle residenziali che per quelle produttive e commerciali.
Analizzando il “Decreto Rilancio”, abbiamo svolto alcune riflessioni su quelle scelte che, direttamente o indirettamente, potrebbero avere una certa influenza sul settore di nostro riferimento. Riteniamo doveroso, appunto in qualità di soggetto portatore di interessi specifici, inviarLe le seguenti considerazioni e proposte.

Articolo 119: “ incentivi per l’efficientamento energetico, sisma bonus”

Al comma 9 si cita: “ le disposizioni contenute nei commi 1-8 si applicano agli interventi effettuati:
• nei condomini.
• Dalle persone fisiche al di fuori dalle attività d’impresa ecc.

Al comma 10 si chiarisce che sono esclusi dai benefici gli edifici uni-famigliari che non ricadano nella fattispecie della prima casa.

CONFABITARE ritiene che l’esclusione di cui al comma 10 costituisca un’ingiustificata disparità di trattamento. Ciò comporta un’inaccettabile situazione in forza della quale una casa qualificabile come “seconda casa” ma ubicata all’interno di un condominio potrà usufruire, anche indirettamente, dei bonus previsti, mentre una medesima “seconda casa”, che sia però autonoma (ad esempio la villetta uni-famigliare) sarà esclusa dai bonus. Una sperequazione ingiustificata e che, inoltre, non tiene conto del fatto che una parte molto rilevante del patrimonio immobiliare così definito è in condizioni di impatto energetico e sismologico ad alta criticità. Va inoltre considerato che molte seconde case uni -famigliari rappresentano un patrimonio immobiliare che andrebbe valorizzato in quanto collocato in zone turistiche.

CONFABITARE chiede, pertanto, che venga estesa la norma sui “bonus” a tutte le unità abitative, ivi comprese le uni-famigliari non prima casa.

Bonus Sismico

Il bonus Sismico, così come congeniato, sembra riconfermare il criterio di assegnazione già visto nel decreto del MIT del 28 febbraio 2017 n° 58, definendo in numero di 3 le zone sismiche beneficiarie del credito d’imposta. In questo modo vengono escluse da ogni beneficio le “zone 4”. Come Associazione dei Proprietari immobiliari riteniamo che l’esclusione di circa 3500 comuni d’Italia da questo beneficio non tenga conto del combinato disposto che spesso mette in relazione la sismicità con la criticità idrogeologica dei territori. Eventi tutt’altro che estranei l’uno all’altro.
Per questi motivi chiediamo se non l’estensione del bonus a tutte le 4 fasce almeno al bonus per la fascia 4.

Bonus facciate – bonus edilizi in generale
Questi bonus, che indubbiamente costituiscono sia un’opportunità di rilancio del comparto edilizio (e di tutto l’indotto) che l’occasione di un ammodernamento – efficientamento degli immobili esistenti, purtroppo scadono il 31 dicembre 2020. Molti degli immobili potenzialmente interessati sono condominii. Ora, a causa dell’emergenza Covid-19, con i conseguenti divieti e limiti, nessun condominio – salvo forse rare eccezioni – ha potuto e potrà, nel breve, tenere l’Assemblea che dovrà approvare sia il rendiconto del 2019 che il bilancio preventivo 2020, così come le eventuali opere conformi ai bonus introdotti dal Decreto. Questo preclude sia la possibilità di preventivare e pianificare questi interventi, sia di poterli legalmente deliberare ed approvare, con successivo conferimento di incarichi e firma di appalti per dar esecuzione ai lavori deliberati. Così come previsto in Decreto, quasi nessuno potrà usufruire dei bonus che, in questo modo, tranne che per i proprietari di case indipendenti, saranno meramente “virtuali”.  Per questi motivi si chiede che i bonus edilizi vengano prorogati fino al 31 dicembre 2021.

“Bonus” per interventi su immobili commerciali

Ad una prima lettura del Decreto sembra di poter affermare che un immobile a destinazione commerciale (commercio, artigianato, professionale) che sia ubicato in un condominio ove vi sia la prevalenza di unità ad uso residenziale, possa usufruire dei bonus previsti per le abitazioni. CONFABITARE, anche per non creare ingiustificate disparità di trattamento, ritiene che i predetti “bonus” possano essere estesi espressamente anche agli immobili singoli, di varia natura, aventi destinazione commerciale, artigianale, professionale e industriale.

IMU

Il Decreto, così come proposto, sembra voler demandare ai singoli comuni la facoltà di decidere se adottare o meno misure che, inevitabilmente, peseranno non poco sulle loro finanze. Questo potrebbe creare gravi ed ingiustificate disparità laddove comuni piccoli, o con problemi economici, si vedrebbero impossibilitati a prevedere benefici che, invece, altri comuni potrebbero prevedere senza problemi. Non dobbiamo trascurare il fatto che, per moltissimi comuni, l’IMU è rimasta di fatto l’unica importante entrata per le casse comunali. Il mancato introito di una o più rate potrebbe da un lato compromettere la possibilità di questi comuni di erogare regolarmente i servizi pubblici (si pensi solo ai trasporti e al servizio di nettezza urbana), dall’altra li potrebbe esporre a possibili responsabilità erariali se non “coperti” da una qualche forma di garanzia o “manleva” nazionale.

CONFABITARE ritiene sia più corretto e giusto che si proceda, con emendamento o apposito decreto, a differire tutte le scadenze IMU 2020 al 2021, con possibilità di rateizzazione in rate mensili o bimestrali, così da non gravare troppo, dal punto di vista della “cassa”, sui contribuenti che si troverebbero a pagare insieme l’imposta 2020 con quella del 2021.

Allo scopo di meglio illustrare e chiarire la portata della nostra proposta, mi rendo sin d’ora disponibile ad un incontro, in videoconferenza, con tutti coloro che saranno interessati ad approfondire la proposta di CONFABITARE.
Con osservanza.
Bologna, 28 maggio 2020

Recapiti cellulare 335/221312
Ufficio 051/270444 -Mail presidente@confabitare.it

Alberto ZANNI
Presidente Nazionale Confabitare

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