Nel nostro palazzo il vicino ha comprato da poco un cane. Nulla di male ma l’animale viene lasciato a lungo da solo e abbaia disperatamente. Succede durante il giorno ma anche la notte, se i proprietari sono fuori e rientrano tardi. Abbiamo aspettato diversi mesi e la situazione non cambia. Abbiamo parlato con il proprietario ma dice che è solo questione di tempo e che l’animale smetterà. Molti di noi hanno animali e non abbiamo nulla contro il cane ma vorremmo obbligare il condomino a gestirlo e abituarlo diversamente. Che strumenti abbiamo per imporglielo?

Lucia R.

I disagi narrati sono l’evidente sintomo di assenza di educazione e poco rispetto del prossimo, prima ancora che comportamenti giuridicamente valutabili. Un corso di ‘educazione civica’ potrebbe essere appropriato. Il povero cane non vuol stare da solo e quando accade abbaia. Fermo il diritto a tenere nelle proprie abitazioni i cosiddetti ‘pet’, resta il dovere di controllo e vigilanza dei padroni (stavo scrivendo genitori… amo i cani!) che devono osservare l’art. 2052 c.c. che prevede: ‘Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito’. Se il disturbo dovesse superare la normale tolleranza, si può invocare l’applicazione dell’art. 844 c.c. In questo caso vi sono parametri chiari per individuare se la fonte di rumore vada ricondotta alla liceità, utilizzando i misuratori di decibel.

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