Crisi immobiliare, sempre più proprietari chiedono il minor fitto. A Bologna i proprietari più “comprensivi”

Con aziende ferme, ristoranti, bar e negozi chiusi e migliaia di persone in cassa integrazione, per moltissime persone l’emergenza da Covid-19 ha reso difficile, se non impossibile, continuare a pagare l’affitto della casa o del proprio locale. Ma da un’indagine svolta da Confabitare – associazione proprietari immobiliari – è emerso, anche se con sorpresa, che è stato proprio in una situazione che poteva essere davvero tragica, che si è risvegliata la solidarietà di moltissimi proprietari di immobili. Ne è prova un fenomeno che si sta sempre più affermando ovvero la scelta del proprietario di ridurre il canone di affitto al conduttore tramite lo strumento del minor fitto, in quanto le famiglie fanno sempre più fatica a pagare gli affitti. In questo modo oltre ad evitare una possibile morosità dell’inquilino il proprietario può sia mantenere in essere il rapporto con l’inquilino stesso, a volte un buon rapporto e anche di lunga data, e nel medesimo tempo aiutarlo a superare un momentaneo periodo di difficoltà.

Dal 1° aprile ad oggi i dati confermano l’affermarsi del minor fitto in tutt’Italia con ampie percentuali, come emerge da una accurata analisi effettuata da Confabitare.

In testa alla classifica troviamo Bologna con un + 34,5 % poi Padova con un + 33%, seguita da Catania + 28,5% Palermo + 28%, Bari +27,5 %, Venezia + 26,3%, Genova + 25%, Cagliari +24,7% Firenze + 22,9% Roma e Milano registrano rispettivamente un +22 ,6 % e un +21,5%, mentre Torino registra un + 20, 5 % e in fondo alla graduatoria Napoli con il 15%. Oltre a questi numeri che dimostrano il diffondersi di questo fenomeno, Confabitare ha anche potuto verificare che mediamente il ribasso del canone percepito si attesta intorno a un 10-15 % il che significa che un proprietario che incassava un affitto mensile di euro 600,00 lo riduce dai 60 ai 90 euro circa e un affitto di euro 1.000,00 viene ridotto dai 100 ai 150,00 euro circa.

Da questo studio risulta che nel periodo dell’emergenza Coronavirus in 3 casi su 4 il proprietario dell’immobile ha accordato delle agevolazioni sul canone di affitto ai propri inquilini. La rilevazione ha preso in esame un campione di 500 richieste di informazione di riduzione canone di locazione pervenute ai nostri uffici di Via Marconi a Bologna, dal 1° Aprile in poi.

Inoltre l’altro strumento che viene ancora utilizzato dai proprietari per calmierare il canone di locazione è sicuramente il contratto a canone concordato che prevede un canone agevolato e anche in questo caso Bologna risulta la città in cui oltre la metà dei proprietari opta per questo tipo di contratto di affitto. Infatti nell’anno 2019 son stati circa 3.000 i contratti concordati che sono stati stipulati rendendo anche in questo caso Bologna una città a misura d’uomo.

“In questo momento di crisi – afferma il presidente nazionale di Confabitare Alberto Zanni- i proprietari si dimostrano particolarmente sensibili alle difficoltà dei loro inquilini trovando tutte le soluzioni possibili anche per evitare la dolorosa conclusione dello sfratto per morosità”.

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