
9 Dicembre 2025
Il Presidente nazionale di Confabitare, Alberto Zanni, ha partecipato in qualità di relatore al Convegno “Alleanza per la Casa: Modelli e innovazione per il diritto all’abitare”, svoltosi il 4 e 5 dicembre 2025 presso la Sala 20 Maggio della Regione Emilia-Romagna, in Viale della Fiera 8 a Bologna.
Il suo intervento, tenuto nel pomeriggio del 4 dicembre, si è inserito in un confronto a più voci che ha coinvolto amministratori, esperti e rappresentanti del settore immobiliare, con l’obiettivo di individuare strategie efficaci per affrontare la crescente difficoltà di accesso alla casa.
Nel suo contributo Zanni ha subito richiamato l’attenzione su un punto spesso travisato nel dibattito pubblico: gli affitti brevi non rappresentano il cuore dell’emergenza abitativa. I numeri parlano chiaro. Gli appartamenti interi destinati a locazioni turistiche sono oggi a Bologna 1.444, contro i 1.623 di inizio anno; le stanze singole sono 3.198, in lieve calo rispetto alle 3.252 registrate a gennaio. Una riduzione costante che per Zanni rappresenta una contrazione strutturale, non una crescita fuori controllo.
A Bologna il patrimonio abitativo è ampio. La città conta 227.232 appartamenti: 186.328 sono abitati dai proprietari, mentre poco più di 40.900 non costituiscono prima casa. I contratti di locazione attivi ammontano a 12.055 a canone libero e 6.527 a canone concordato.
A fronte di questa premessa, Zanni ha evidenziato quella che definisce la “vera criticità” del mercato: 16.000 alloggi sfitti. Un patrimonio inutilizzato che in questo momento rimane un passo indietro nella discussione pubblica, rispetto agli affitti brevi, nonostante la sua incidenza diretta sulla scarsità dell’offerta.
Per spiegare le ragioni di questo fenomeno, Zanni ha ripercorso le dinamiche economiche e sociali che negli ultimi anni hanno modificato il mercato delle locazioni. L’inflazione e la debolezza dei redditi hanno aumentato i casi di morosità. Parallelamente, i proprietari si trovano a fronteggiare spese elevate, rischi di danni agli immobili e tempi giuridici troppo lunghi per recuperare la disponibilità dell’alloggio in caso di contenzioso. Il blocco degli sfratti del 2020, ha ricordato Zanni, ha amplificato la sfiducia dei locatori, inducendo molti a ritirarsi dal mercato tradizionale.
In questo contesto nasce CoopAbitare, la nuova cooperativa ideata da Confabitare, associazione proprietari immobiliari. Zanni l’ha presentata come una risposta concreta alla necessità di riportare sul mercato gli alloggi oggi inutilizzati e ricostruire un clima di fiducia tra proprietari e sistema delle locazioni.
La cooperativa non è un’agenzia immobiliare, ma un modello innovativo in cui il socio conferisce l’immobile e riceve un canone mensile certo, garantito anche nei periodi di sfitto. CoopAbitare si assume il rischio locativo, gestisce la selezione degli inquilini, i contratti, le manutenzioni, eventuali morosità e contenziosi. A fine anno, una quota degli utili viene redistribuita ai soci sotto forma di “cashback immobiliare” proporzionale al valore dell’appartamento conferito.
Zanni ha sottolineato che la cooperativa offre inoltre servizi dedicati agli affitti brevi, dalla reception centralizzata alla gestione delle prenotazioni, e permette l’accesso a gruppi d’acquisto per ridurre i costi di energia, assicurazioni e servizi condominiali. L’obiettivo è tutelare i proprietari e aumentare l’offerta abitativa per studenti, famiglie e lavoratori.
Concludendo il suo intervento, Zanni ha ribadito che la sfida dell’abitare si vince affrontando la questione centrale degli immobili vuoti. CoopAbitare nasce esattamente proprio per rimettere in circolo il patrimonio esistente.