Confabitare invitata dalla VIII Commissione della Camera dei deputati a supporto dell’Audizione informale, nell’ambito dell’esame, in sede referente, del DdL C. 2920, di conversione in legge del decreto-legge n. 66 del 2026, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa

Audizione alla Commissione Ambiente della Camera

Confabitare è intervenuta il 19 maggio 2026 in audizione presso la VIII Commissione Permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del DdL C. 2920 relativo al nuovo Piano Casa 2026.

Nel documento presentato alla Commissione, l’associazione ha formulato una serie di proposte emendative finalizzate a rafforzare gli strumenti di rigenerazione urbana, housing sociale e semplificazione amministrativa.

Rigenerazione urbana e recupero del patrimonio edilizio

Tra le principali proposte avanzate da Confabitare vi è l’ampliamento degli interventi ammissibili per favorire la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente degradato, sia pubblico sia privato.

L’obiettivo è incentivare:

  • il recupero degli immobili inutilizzati;
  • la riduzione del degrado urbano;
  • il rafforzamento del diritto all’abitare;
  • nuove forme di housing sociale;
  • la riqualificazione dei quartieri.

Confabitare propone inoltre modelli organizzativi tra operatori immobiliari, associazioni della proprietà e dell’inquilinato per migliorare la gestione e la valorizzazione degli immobili recuperati.

Semplificazione amministrativa e conferenza di servizi

Nel corso dell’audizione, Confabitare ha chiesto una maggiore semplificazione nei procedimenti di rigenerazione urbana ricadenti in aree soggette a vincolo paesaggistico.

La proposta prevede che il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, pur restando obbligatorio, non abbia carattere vincolante ai fini della decisione finale della conferenza di servizi.

Secondo Confabitare, questa modifica favorirebbe:

  • maggiore celerità procedurale;
  • riduzione degli stalli amministrativi;
  • più efficace coordinamento tra enti pubblici;
  • accelerazione degli interventi di riqualificazione urbana.

Credito d’imposta e canoni calmierati

Confabitare ha inoltre proposto l’introduzione di specifiche agevolazioni tramite credito d’imposta per incentivare gli investimenti privati nel settore della rigenerazione urbana.

L’associazione ritiene che il credito d’imposta possa:

  • attrarre capitali privati;
  • ridurre il carico fiscale;
  • incentivare investimenti strategici;
  • sostenere interventi di utilità pubblica.

Infine, Confabitare ha chiesto il coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative della proprietà immobiliare e dell’inquilinato nella definizione dei canoni calmierati e nella gestione dell’edilizia sociale.

Secondo l’associazione, questi soggetti possono offrire un contributo concreto grazie alla loro esperienza nella stipula degli Accordi Territoriali e nel rilascio delle attestazioni di conformità previste dalla normativa vigente.


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