Confabitare invitata dalla VIII Commissione della Camera dei deputati a supporto dell’Audizione informale, nell’ambito dell’esame, in sede referente del PdL C. 2826, recante Delega al Governo per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni

Delega al Governo per il nuovo Codice edilizia e costruzioni

La Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati ha avviato il ciclo di audizioni relativo all’esame del PdL C. 2826 recante la delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni.

Nel corso dell’audizione del 6 maggio 2026, Confabitare ha presentato una nota tecnica evidenziando la necessità di una profonda revisione della normativa edilizia italiana, oggi caratterizzata da una forte stratificazione normativa e da numerose criticità interpretative.

Confabitare ha sottolineato come l’attuale Testo Unico dell’edilizia del 2001 non sia più in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze delle pubbliche amministrazioni, dei professionisti e dei cittadini.

Rigenerazione urbana e sostenibilità

Secondo Confabitare, il nuovo Codice dovrebbe avere non solo una funzione tecnica, ma anche una forte impostazione culturale, riportando al centro il rapporto tra qualità della vita, spazio urbano e benessere collettivo.

Tra i principali temi evidenziati durante l’audizione:

  • sostenibilità ambientale e resilienza;
  • consumo di suolo a saldo zero;
  • rigenerazione urbana e riuso del patrimonio esistente;
  • inclusività sociale e accessibilità degli spazi urbani;
  • tutela delle generazioni future.

Confabitare ha inoltre indicato come prioritari:

  • un Codice chiaro e semplificato;
  • la razionalizzazione dei regimi amministrativi;
  • la digitalizzazione dei procedimenti;
  • la riduzione degli oneri burocratici;
  • l’introduzione del fascicolo del fabbricato.

Rinascenza urbana e qualità progettuale

Nel documento presentato alla Camera, Confabitare ha richiamato anche il disegno di legge sulla Rinascenza urbana, attualmente in discussione al Senato, che riconosce l’architettura come elemento centrale del benessere sociale e della qualità urbana.

Particolare attenzione è stata dedicata:

  • alla qualità delle opere pubbliche;
  • al coinvolgimento dei giovani professionisti;
  • all’integrazione tra politiche urbanistiche, ambientali e sociali;
  • alla relazione tra spazio costruito e salute.

Revisione della normativa urbanistica

Confabitare ha evidenziato anche la necessità di una revisione organica della legge urbanistica del 1942 e del DM 1444/1968 sugli standard urbanistici, considerati ormai non più adeguati alle esigenze delle città contemporanee.

Secondo l’associazione, è necessario un processo riformatore coordinato capace di integrare:

  • codice edilizio;
  • normativa urbanistica;
  • disciplina degli standard.

L’obiettivo è costruire un sistema moderno orientato a:

  • qualità progettuale;
  • sostenibilità;
  • semplificazione normativa;
  • centralità della persona nello spazio urbano.

Confabitare ha concluso sottolineando che questa riforma riguarda non solo le regole del costruire, ma il futuro stesso delle città e delle comunità.


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