Tempi per i certificati

Dieci anni fa, in novembre, comprammo, con mio marito, un appartamento. Nel contratto era ben specificato che il venditore avrebbe successivamente fornito il certificato di abitabilità. Nel frattempo il venditore è morto e il figlio è subentrato nell’eredità degli affari paterni. In questi dieci anni il certificato non è arrivato per i motivi più vari (assicurazione, comune, fallimenti ecc).
La mia domanda: devo fare l’interruzione dei termini con lettera raccomandata al figlio del venditore o questo tipo di contratto non ha scadenza? Vi ringrazio della cortese risposta, che spero di leggere sul vostro giornale che mi fa compagnia tutti i giorni.
Alba R.

 

Cara Alba, il suo è un caso particolare, in quanto raramente si attende 10 anni l’adempimento di un’obbligazione contrattuale, peraltro di questa importanza. Ad oggi lei ha pieno diritto a rivendicarla e il figlio-erede del venditore (avendo accettato l’eredità) deve onorarla.
L’accettazione dell’eredità comporta infatti per l’erede il beneficio di subentrare nell’asse ereditario sia nelle poste utili che passive. Spero che il Comune verifichi che l’immobile abbia tutte le caratteristiche per ottenerla, altrimenti la vicenda si complicherebbe molto (non comprendo la ragione del ritardo di cui parla). Il termine decennale è corretto, ben inquadra una scadenza vitale per il suo diritto che, appunto, si prescrivere in 10 anni. Si attivi quindi senza indugio e con il giusto ausilio del suo professionista di fiducia.

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