La Corte di Cassazione sulla legittimazione dell’amministratore nell’appalto fai da te dei condomini

Cassazione n.70 del 3 gennaio 2011 II Sezione Civile. “Il contratto di appalto posto  a base  della  domanda era stato stipulato direttamente e personalmente dai  singoli  condomini, con esclusione di ogni  solidarieta’  e  con l’espressa previsione che nei loro confronti individualmente, in caso di  inadempimento,  l’impresa appaltatrice avrebbe  potuto  agire  in giudizio;   ne’  infatti  alle  deliberazioni  assembleari  menzionate dall’appellante  erano  seguite iniziative  di  sorta  da  parte  del condominio.

La Corte di Cassazione ha confermato quanto desunto dalla Corte d’Appello:

“le parti, nell’esercizio della  loro  autonomia  negoziale,  avevano concordato di instaurare un rapporto sottratto alle regole richiamate dalla   ricorrente,   in particolare  proprio relativamente   alla legittimazione passiva nelle cause conseguenti al mancato versamento di quanto singolarmente ognuno dei committenti sarebbe stato tenuto a pagare  alla  societa’ appaltatrice. Della possibilita’ di  avvalersi dell’amministratore come loro mandatario e rappresentante, dunque,  i condomini non  si  erano avvalsi per la conclusione del  contratto, mentre  per  “gli sviluppi attuativi ed esecutivi” – che  secondo  la ricorrente rientravano globalmente nella  competenza dell’amministratore  stesso e comportavano la sussistenza  della  sua legittimazione  passiva  in  questa  causa  – gli avevano  affidato esclusivamente  il  compito della raccolta  delle  quote dovute  dai singoli e della loro corresponsione alla esecutrice dei lavori, alla quale  tuttavia  era  attribuita la facolta’  di  agire  in  giudizio appunto   nei   confronti dei  singoli  eventualmente  inadempienti, anziche’ della collettivita’ condominiale nel suo complesso.”

Non ci sono commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *