Adesso il governo alla Prova dei Fatti

Editoriale: Alberto Zanni

alla fine governo fu! Quando ormai si profilava la minaccia di un esecutivo tecnico con 4/5 del Parlamento contrari e di cabine ttorali in riva al mare, ecco il colpo di scena finale: la sospirata fumata bianca, anzi gialloverde, il giallo dei 5Stelle e il verde della

ci fondatori dell’inedita (e anomala) maggioranza che si è insediata a Palazzo Chigi. Il lieto epilogo dopo 88 giorni di un redibile teatro dell’assurdo, una trama degna del grande Ionesco, tra veti e contro veti, abbracci e veleni, governi fatti e disfatti nel     o di ventiquattrore, Carneadi assurti al ruolo di superstar, ministri bocciati e ripescati in un amen.

uel che finisce bene, quindi bando al passato e puntiamo l’obiettivo su quel che il nuovo governo sta facendo e su quello   che ha promesso di fare. Confabitare, come ben sanno i nostri lettori, è una associazione apartitica, scevra da pregiudizi e steccati ideologici, il che non significa che non abbiamo opinioni politiche. Opinioni espresse con grande chiarezza in varie occasioni, sempre avendo come punto di riferimento i diritti e gli interessi dei proprietari immobiliari. Come valutare, dunque, le prime mosse dell’esecutivo Conte Salvini Di Maio? Un mese è un lasso di tempo troppo breve per dare giudizi, ma qualche considerazione si può e si deve fare.

Il nostro approccio al governo gialloverde, chiariamo subito, è di benevola attesa, di cauta fiducia. Spieghiamo meglio: nel contratto firmato dai due partiti ci sono vari punti che riprendono molti dei temi prioritari che Confabitare aveva sottoposto all’attenzione

del nuovo esecutivo. Così la riforma della legittima difesa, col superamento delle norme pasticciate e ambigue attualmente in vigore   e il riconoscimento della piena facoltà di reagire a chi subisce un’aggressione in casa propria; così le misure per contrastare la crisi del commercio con l’introduzione della cedolare secca per gli affitti dei negozi, come ha promesso il ministro Salvini; così ancora

la lotta senza quartiere alla criminalità, allo spaccio e al degrado, mettendo in campo più forze dell’ordine, incrementando controlli  e intercettazioni, attuando senza sconti il principio della certezza della pena e garantendo processi più veloci.

Tutti buoni propositi che sottoscriviamo in pieno, ma che aspettiamo di vedere realizzati in tempi relativamente brevi. Ecco perché la fiducia che riponiamo nel nuovo governo va coniugata con la prudenza. Aspettiamo Conte e i suoi alla prova dei fatti, senza alcun

preconcetto né ostilità. Il tiro al bersaglio su Salvini e le grida scomposte contro il pericolo fascista, il razzismo montante e amenità varie lanciate quotidianamente da opinionisti onnipresenti nei salotti televisivi e da esponenti di un PD in evidente stato confusionale dopo la disfatta del 4 marzo, fanno più sorridere che altro. Così per le vestali del “politicamente corretto” la decisione di chiudere i porti alle   navi delle Ong diventa un crimine contro l’umanità e il ventilato censimento dei campi Rom e dei suoi abitanti si trasforma in una schedatura etnica che evoca lugubri epoche storiche. Comprendiamo – fino a un certo punto – le dinamiche della guerriglia ideologica,   ma un po’ di serietà e buon senso non guasterebbero.

Da parte nostra, lo ribadiamo, attendiamo la prova dei fatti: di qui a fine anno valuteremo se la fiducia riposta è stata ripagata oppure no. Intanto stiamo programmando per i prossimi mesi una serie di incontri a Roma con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con il titolare delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Parleremo di casa, fisco, sicurezza, lotta   al degrado, opere pubbliche, commercio. Illustreremo le nostre proposte e chiederemo risposte concrete ai tanti problemi che gravano  su quell’80 % di italiani che possiede una casa, a partire da una imposizione fiscale francamente intollerabile.

Per concludere cari lettori, un augurio sincero a tutti voi: buone vacanze.

 

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